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mercoledì 27 febbraio 2013

Libro della settimana - "Finchè le stelle saranno in cielo" di K. Harmel


Buongiorno a tutti!

Che fate di bello? Siete in pausa pranzo? Io ho appena mangiato il mio solito e triste panino rinchiusa qui in ufficio! Che tristezza!


Parliamo di libri, anche se il libro che vi sto per presentare, mi fa venire voglia di piangere.. oggi non è una giornata particolarmente allegra.

Sto parlando di “Finchè le stelle saranno in cielo” scritto da K. Harmel , ricevuto come regalo di compleanno dal mio fratellone Micht.

Nonostante lo desiderassi da quando è uscito, non mi riuscivo a decidere ad iniziarlo. Di questo libro avevo letto recensioni ottime, ma il tema trattato, quello dell’Olocausto, ha bisogno del momento giusto per essere letto.

Sabato, complice una nevicata folle, mi sono rintanata sotto le coperte e l’ho iniziato.
Dire che ho divorato la storia è sinceramente riduttivo.

Mi sono ritrovata tra le mani un libro intenso, una storia d’amore e di fede che resiste all’odio e all’intolleranza, un libro di quelli che ti rimangono nel cuore e che già sai ti terranno compagnia per il resto della vita.

L’autrice stessa ha detto di aver nutrito da sempre il desiderio di scriverlo, e che non è stata una stesura semplice.

Pagine 363 - Prezzo Amazon € 13,94
Questa storia narra prima di tutto le vicissitudini di Rose e di sua nipote Hope. Rose è un’anziana signora colpita dall’Alzheimer, vive in una casa di cura, mentre sua nipote Hope, aiutata dalla figlia dodicenne, si occupa a tempo pieno della pasticceria di famiglia.
La stessa pasticceria che Rose ha aperto tanti anni prima, una volta approdata in America, in fuga da Parigi una città sconvolta dalla seconda guerra mondiale.
E’ proprio grazie al nonno di Hope che Rose ha potuto ricostruire la sua vita, nascondendo, tuttavia, nel suo cuore. un profondo segreto che fino a quel momento non è mai stato svelato.
Toccherà ad Hope ripercorrere le tappe della vita della nonna prima che questa perda definitivamente la memoria, e scoprire quali segreti la donna ha taciuto per tanti anni e perché.

Non voglio svelarvi troppo sulla trama, perché questo è uno di quei libri che vanno letti ed assaporati.
Posso, tuttavia, dirvi che i temi toccati sono infiniti.

Prima di tutto l’amore che lega un uomo e una donna, l’amore per la famiglia, il dovere e soprattutto lo spettro di quel ignobile periodo che ha toccato il nostro passato come l’Olocausto.


Già quest’inverno mi era capitato di conoscere in maniera più approfondita le vicende degli Ebrei che risiedevano a Parigi, grazie al film “Vento di Primavera”.
Il film, come questo libro, narra le vicende di quei giorni terribili, la convinzione, delle famiglie Ebree, che essendo risiedenti in Francia, nessuno potesse far loro del male.
La convinzione che i tedeschi e i francesi non si sarebbero mai accordati per far deportare gli Ebrei residenti in questa nazione.

Eppure, nella notte del 16 Luglio 1942, la collaborazione tra Francesi e Tedeschi, ha partorito una retata di massa che ha costretto migliaia di Ebrei prima nel Velodrome D’Hiver, un velodromo utilizzato come un’enorme gabbia senza servizi igienici e acqua. 
Da qui le famiglie vennero poi smistate in alcuni campi per attendere infine la deportazione ai campi di sterminio come Auschwitz. 

Mariti divisi dalle mogli, fratelli divisi dalle sorelle, famiglie spezzate. Nello stesso film “Vento di Primavera” è spiegato che delle migliaia di persone rinchiuse nel Velodrome D’Hiver solo 28 hanno fatto ritorno dai campi di sterminio, nessuno di questi era un bambino.



La cosa che invece mi ha più sorpreso di questo libro, è un fatto di cui non ero per nulla a conoscenza.
Nei giorni che seguirono la retata, diverse persone di religione differente (quindi Cristiani e Mussulmani) aiutarono gli Ebrei che erano riusciti a fuggire a nascondersi.
L’autrice in un’intervista alla fine del libro (che vi consiglio di leggere) spiega come è venuta a conoscenza di questo fatto storico così poco menzionato.

Tutto il libro verte sulla sua volontà di far capire che se vogliamo possiamo essere uniti, qualunque sia la nostra religione o credo, e diverse volte, durante la lettura, ho trattenuto a stento le lacrime.

Le due protagoniste di questa storia mi hanno fatto riflettere molto anche sul rapporto “Madre-Figlia” , se da una parte ho profondamente ammirato Hope per la sua voglia di dare un futuro migliore alla figlia Annie, in piena crisi adolescenziale, dall’altra ho fatto fatica ad identificarmi con Rose.
Rose, come vi dicevo è la nonna di Hope, e ha sempre avuto un comportamento freddo nei confronti della figlia Josephine (madre di Hope)
Nonostante nel libro venga chiaramente spiegato il suo punto di vista e i perché dei suoi comportamenti, non sono riuscita ad entrare in sintonia con lei fino in fondo. 
Rimango dell’idea che una madre dovrebbe mettere i propri figli sempre al primo posto, nonostante il destino ti sia stato avverso.

Di più, purtroppo, non vi posso dire perché rischierei di raccontarvi tutto il libro.

Ho trovato ogni riga splendidamente caratterizzata, dalla descrizione dei personaggi, a quella della mia amata Parigi. Essendoci stata diverse volte, mentre leggevo mi sembrava di essere di nuovo lì.

Quindi, il libro è consigliatissimo, se amate questo tipo di storie dovete assolutamente leggerlo.
Se poi vi capita anche di voler vedere “Vento di primavera” consiglio una scorta infinita di fazzolettini di carta.. un film poco famoso ma che merita di essere visto.

TRAILER FILM


Con questa mia lunga recensione e un nodo in gola, dovuto alla ricerca di immagini, che come sempre mi sconvolgono, per oggi vi saluto. 
Monica