Incredibile ma vero, rieccomi qui con una nuova recensione. Vi
sono mancata? Se non mi addormento sulla tastiera mentre scrivo (in questo
periodo mi addormento ovunque) porterò a termine il mio compito.
Oggi parliamo de “Il baco da seta” l’ultimo libro della
nostra amata J.K. Rowling.
Londra. L'eccentrico scrittore Owen Quine non si fa vedere da giorni. Non è la prima volta che scompare improvvisamente, ma non è mai stato via così tanto tempo e la moglie ha bisogno di ritrovarlo. Decide così di assumere l'investigatore privato Cormoran Strike per riportare a casa il marito. Ma appena Strike comincia a indagare, appare chiaro che dietro la scomparsa di Quine c'è molto di più di quanto sua moglie sospetti. Lo scrittore se n'è andato portando con sé il manoscritto del suo ultimo romanzo, pieno di ritratti al vetriolo di quasi tutte le persone che conosce, soprattutto di quelle che ruotano attorno al suo mestiere. Se venisse pubblicato, il libro di Quine rovinerebbe molte vite: perciò sono in tanti a voler mettere a tacere lo scrittore... Ricco di colpi di scena, uno spaccato degli intrighi del mondo editoriale londinese, "Il baco da seta" è il secondo romanzo della serie che ha per protagonisti Cormoran Strike e la sua assistente, la giovane e determinata Robin Ellacott.
Il primo libro di questa serie mi era piaciuto. La Rowling,
sotto pseudonimo, mi aveva convinta con un giallo ricco di suspance e ottimi
protagonisti.
Di questo suo secondo romanzo non sono altrettanto
entusiasta.
Le prime cento pagine le ho trovate estremamente lente,
quasi soporifere. Passato questo scoglio il libro sembrava decollare,
nonostante una trama alquanto inconsueta e strana.
No, non sto parlando della trama del libro, ma di quella del
libro nel libro.. ok mi spiego meglio.
In questo romanzo si parla di uno scrittore scomparso, che
ha scritto un libro molto particolare, la cui trama andrà a scoperchiare una
serie di questione irrisolte nel mondo dell’editoria inglese.
La trama a cui mi riferisco è questa. In un primo momento ho
pensato che la Rowling avesse fumato qualcosa di molto pesante prima di
scriverla, poi mi sono resa conto che lei è un vero genio del male (come se ce
ne fosse bisogno) e che all’interno di quella trama strampalata aveva nascosto
una serie di indizi non facili da scovare.
Chi ha letto Harry Potter, sa benissimo quanto questa
autrice sia brava nel nascondere piccoli indizi qua e là, tutti conosciamo bene
il suo stile e il suo modo di scrivere.
Su questo non ho nulla da ridire, tanto meno sui
protagonisti principali, Cormoran e
Robin come nel primo volume sono assolutamente perfetti.
Quello che invece mi è mancato è un po’ di pathos, e un
finale che lasci il lettore davvero a bocca aperta.
Nell’insieme il libro si lascia leggere, forse più per i due
protagonisti in sé che per tutto il resto.
Sicuramente continuerò questa serie, voglio scoprire di più
su Cormoran e Robin, sulla ex fidanzata di Cormoran e sul quel “simpaticone” del
fidanzato di Robin. Spero che il prossimo libro mi porti più adrenalina e un po’
meno sbadigli… cara zia Row so che tu puoi far avverare tutto questo, e molto
di più.
A presto
Monica


